L’immenso patrimonio di film e immagini dell’Archivio Luce documenta la vita del nostro paese durante il novecento. Un’applicazione – per ora solo Android e solamente per Roma, ma presto anche per Ios e per le città di Venezia e Firenze – tramite la geolocalizzazione collega il luoghi di interesse turistico al materiale video fotografico che su di essi è stato prodotto nel corso del secolo passato. Un squarcio temporale che rende percepibile l’evoluzione di monumenti, chiese, piazze, strade, parchi e la trasformazione dei contesti urbanistici, oltre naturalmente ha dare il senso del vissuto storico collettivo che li ha visti farsi palcoscenico. Il legame sedimentato nelle nostre pupille tra Mastroianni e Fontana di Trevi per La Dolce Vita o tra Mussolini dal balcone e Piazza Venezia può estendersi a decine di altri angoli della città. Senz’altro una guida di Roma a realtà aumentata per turisti e romani con la quale Luce Cinecittà mette letteralmente a frutto il suo immenso archivio. Gratuita per un mese nella versione che dà accesso a 250 video per 50 luoghi, in seguito a 0,89 euro; al prezzo definitivo di € 1,49 nella versione che rende fruibili 500 video per 50 punti di interesse. Per ulteriori notizie andate sulla pagine web Luce dal Passato, per per scaricare l’applicazione c’è Google Play Store.[Continua]
A Roma il Pop surrealism digitale di Ray Caesar
Padre insieme a Mark Ryden del Pop Surrealism e promotore della Digital art, Ray Caesar è ospitato a Roma alla Dorothy Circus Gallery con la sua mostra The trouble with angels, prosaicamente Rogne con gli angeli. Con il software di grafica 3D Maya, utilizzato anche per realizzare animazione e videogiochi, l’artista crea scheletri digitali in grado di assumere tutte le posizioni; poi per sovrapposizioni successive aggiunge, meticoloso come un artigiano di bottega, pelle capelli unghie vestiti e ornamenti. Infine colloca il risultato in ambienti virtuali opportunamente illuminati. L’elemento pop più che scaturire dall’immaginario pubblicitario, cinematografico, televisivo e commerciale, come avviene per altri illustri rappresentanti del movimento, si identifica con questo processo tecnico in grado di dare una patina di fantasia grafica e virtuale che eleva ad arte millenaria le cifre visive in cui tutti siamo continuamente immersi. L’inaugurazione su invito il 14 febbraio 2014 alla presenza dell’artista. La mostra rimarrà aperta fino al 6 aprile presso la Dorothy Circus Gallery, la galleria che cura le sue mostre in Italia. tutte le informazioni sul sito http://www.dorothycircusgallery.it/.[Continua]
TedxRoma. La fiera delle idee al Teatro Olimpico
Ted è un’organizzazione no profit con base a New York e Vancouver e organizza dal 1984 conferenze il cui scopo è presto detto: invitare persone di successo – all’inizio limitatando i campi a Tecnologia, Entertainment, Design (acronimo Ted), poi gradualmente senza esclusioni – ad esporre in meno di mezz’ora un’idea, una riflessione, uno spunto intelligente, “Ideas Worth Spreading” che meritano di essere diffuse, condivise con gli altri, perchè considerate capaci di dare una ragionevole spinta al progresso dell’intera umana congregazione. Per dire, ci è passata gente come Bill Clinton, il fisico Murray Gell-Mann scopritore dei Quark, Watson quello del DNA, gli stessi fondatori di Google Sergey Brin e Larry Page. I portatori sani di idee provengono dalla scienza, dall’arte, dai media, dall’imprenditoria, dal design, dall’architettura e da tutti quei settori che sono considerati parte della cultura creativa, il software motore del mondo. Sotto il marchio Tedx, Ted dà la possibilità a organizzazioni locali di allestire in maniera indipendente eventi che riproducano il format nel rispetto delle regole dettate dalla casa madre. TedxRoma è una di queste e terrà le sue conferenze il 22 febbraio al Teatro Olimpico. Tutti i relatori su http://tedxroma.com/#programma, insieme a orari, programma e prezzi, quest’ultimi, soprattuto se non sei studente, non del tutto indolori. I video delle conferenze passate, i “Ted Talks”, sono sul sito http://www.ted.com/[Continua]
Street art a Torpignattara
Se una merito va riconosciuto alla street art, movimento guida dell’arte internazionale negli ultimi anni, è di avere riportato di nuovo il discorso artistico, in maniera popolare più che avanguardistica, a riflettere su antiche implicazioni tecniche quali la linea, il colore, le sfumatura e lo stile grafico, lasciando da parte per un po’ il lavorio concettuale. E questo nonostante la sua carica innovativa sia stata prevalentemente giocata su performances al limite tra legale ed illegale, e sul netto contrasto tra clandestina invasione degli spazi urbani e integrazione museale, protesta e riconoscimento istituzionale. La galleria Wunderkammern, insiedatasi a Torpignattara nel 2008, continua a operare in equilibrio proficuo su questa linea e invita personalità italiane ed internazionali impegnate nella pratica del graffitismo a mostrare il loro lavoro, partendo dai locali di via Serbelloni 124 per invadere poi liberamente i muri e le vie del quartiere. E’ la volta del foggiano Agostino Iacurci, figura molto apprezzata all’estero che con un segno inconfondibile, insieme e dopo artisti come Invader, Banksy, Ron English ed altri, ha spinto la street art ad evolversi da graffitismo imbrattatorio a raffinatissimo esercizio intellettuale. La sua personale dedicata all’universo del gioco, infantile e non, è in mostra fino al 22 marzo 2014. Small wheel, big wheel.[Continua]
Teatro Vascello. L'altra faccia di Steve Jobs
Steve Jobs a teatro ci può stare. Naturalmente a patto di uscirne con un ritratto dal sapore diametralmente opposto rispetto alla perenne scrittura agiografia che su di lui hanno prodotto in questi anni i media, corroborata, se ce n’era bisogno, dalla sua morte. L’uomo che da un garage ha portato la tecnologia a tutti gli esseri umani rendendoli più sapienti, connessi e liberi passa sotto il torchio del contestatissimo monologo di Mike Daisey. La grande contraddizione che accomuna la Apple a tutte le produzioni industriali globalizzate fa stridere di un suono insopportabile il sogno di felicità e redenzione tecnologica degli occidentali con lo sfruttamento inumano dei lavoratori del mondo in via di sviluppo, di quelli cinesi nel caso della Mela. Il testo, rimaneggiato e depurato da inesattezze ed esagerazioni, ammesse dallo stesso autore, viene portato sul palcoscenico del teatro Vascello dall’ottimo Fulvio Falzarano, nella traduzione adattata di Enrico Luttmann, con la regia di Giampiero Solari, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli. Daisey è andato personalmente nelle fabbriche fortezza di Shenzen a parlare con gli operai. Dopo essere stato accusato in America di avere esagerato alcuni aspetti, come il numero di lavoratori minorenni impiegati o le guardie con la pistola nei reparti, ha continuato a promuovere il suo lavoro ripulito delle parti contestate; nonostante tutto il testo continua ad essere un limpido atto di accusa. Tormento ed estasi di Steve Jobs[Continua]
