La Scuola Nazionale di Cinema-Centro Sperimentale di Cinematografia ha pubblicato il nuovo bando per scegliere i ragazzi e le ragazze che potranno iscriversi ai suoi corsi nella sede di Roma in via Tuscolana, per il triennio che va dal 2015 al 2017. Sessantasei le posizioni disponibili suddivise per le dieci categorie previste, comprendenti 6 posti per Costume, 8 posti per Fotografia, 6 posti per Montaggio, 8 posti Produzione, 6 posti per Recitazione donne, 6 posti per Recitazione uomini, 6 posti per Regia, 6 posti per Sceneggiatura, 6 posti per Scenografia, 8 posti per Tecnico de Suono. La domanda e tutte le informazioni su come partecipare si possono trovare on line sul sito del Centro, e la scadenza è improrogabilmente fissata per le 12:00 ora locale del 25 luglio 2014. Un’opportunità per pochi fortunati, la Scuola Nazionale, oltre ai cambiamenti e all’aggiornamento tecnologico nell’insegnamento, e nonostante il suo cambio di ruolo nell’economia generale del cinema italiano oggi molto più policentrico e frammentato, può offrire la tradizione incancellabile di uno templi della cinematografia e della cultura mondiale. Per comprenderlo a pieno, senza citare la lista degli ex allievi più illustri che potete trovare all’indirizzo http://www.snc.it/context.jsp?ID_LINK=325&area=7 ,vogliamo ricordare qui che proprio qualche settimana fa ci ha lasciato per una vita migliore uno dei suoi più grandi frequentatori, gigante della fantasia e dell’immaginazione novecentesca, Gabriel Garcia Marquez. http://www.fondazionecsc.it/news.jsp?ID_NEWS=2068&areaNews=8>emplate=default.jsp[Continua]
Festival dell'Oriente 2014
La Fiera di Roma si appresta ad ospitare per quattro giorni, dal 30 maggio al 2 giugno, il Festival dell’Oriente reduce dall’edizione milanese di aprile. Appuntamento denso di incontri, spettacoli, seminari e stands commerciali per far conoscere l’universo culturale e le tradizioni plurali del continente asiatico. Medicine alternative, cucina, musica e danza, pratiche meditative e religiose, usanze e costumi, giochi, arte, prodotti e piatti tipici di India, Cina, Giappone, Thailandia, Indonesia, Marocco, Filippine, Malesia ,Vietnam, Tibet, Mongolia, Nepal, Birmania, Corea, Cambogia, ed altri. Una proposta enciclopedica che tende ad illustrare quanta diversità ancora possono riservare a noi occidentali le culture orientali, o almeno quanta e quale diversità immaginiamo e quindi ci aspettiamo e pretendiamo da esse in un mondo globalizzato; un mondo nel quale le differenze etniche e culturali, attraverso le maglie obbligate di un sistema economico e tecnologico uniforme, sono nel migliore dei casi addomesticate se non falsificate, ed anzi incominciano a diventare esse stesse una merce preziosa da vendere e comprare, ed in quanto tale ad essere soggetta a contraffazione. Cercare redenzione dalla nostra vita frenetica e inautentica di mostri inquinatori e sfruttatori del pianeta nello yoga, nelle pratiche ayurvediche, o nelle medicine naturali è una strategia che pratichiamo da tempo, ma oggi è un’altro modo per dimenticare con quanto pil a due cifre, pratiche industriali inquinanti, schiavizzazione lavorativa di minori e donne, i paesi dai quali quelle tradizioni provengono sono già ampiamente compromessi. http://festivaldelloriente.net/[Continua]
Forum Pubblica Amministrazione 2014
Dopo 24 anni al Palazzo dei Congressi di Roma il Forum PA nella sua edizione 2014, l’incontro annuale per proporre ed esporre soluzioni innovative e buone pratiche finalizzate a rendere la pubblica amministrazione più efficiente, virtuosa, aperta e amica dei cittadini. Ma anche con la migliore delle disposizioni, le sensazioni suscitate nelle persone dagli uffici pubblici sono prevalentemente tutte dello stesso segno. Attesa, complicazione, incertezza, ostacolo, paura di sbagliare, rifiuto, sono emozioni largamente fuori da qualsiasi ottica di servizio ed abbondantemente dentro la mescolanza tra farragine normativa e carenza motivazionale degli impiegati. Indendiamoci, non si escludono eccellenze e persone preparate e volenterose, ma se si guarda al sistema della pubblica amministrazione nel suo complesso l’esperienza di ritorno è molto vicina a quella che si prova quando cerchiamo di evitare qualcosa che sappiamo prima o poi ci farà male. La burocrazia in Italia nasce e cresce sulla necessità della politica di avere un serbatoio di voti eternamente a disposizione e finisce per consolidarsi attraverso la naturale tendenza di ogni sistema chiuso ad avere come obiettivo prevalente la propria conservazione. Ne risultata ancora oggi un meccanismo che riesce al tempo stesso ad essere feroce con i deboli (paradossalmente si è tanto più deboli quanto più disperatamente si tenta di stare alle regole), ma che si prostra connivente e e permeabile alla corruzione con chi le regole non le vuole rispettare o le vuole utilizzare a proprio vantaggio.[Continua]
Storia degli aquiloni alla Sala Santa Rita
I materiali, le forme, le tecniche costruttive e la storia millenaria dell’aquilone raccontata alla presenza di più di cento esemplari provenienti da tutte le epoche e da molti paesi del mondo. La mostra presso la Sala Santa Rita a cura di Alivola e di Guido Accascina – uno dei maggiori esperti italiani, nonché uno dei rarissimi costruttori e promotori di aquiloni in Italia – è un inusuale tributo alla più antica forma di controllo su sé stessi. Il gioco della leggerezza che si presenta come un sfida all’equilibrio già a partire dalla scelta dei materiali, della forma e della tecnica costruttiva. Un sfida all’equilibrio, se ci pensiamo, in cui tutti gli sforzi, la fatica, i movimenti e l’abilità di chi guida sono tesi a rendere il volo sostanzialmente statico; una scommessa che si patteggia con lo spazio a tre dimensioni per addomesticare tutte le forze in gioco – la gravità, il vento, la tensione del filo e la portanza della struttura alare – in modo da insegnare loro la direzione e il verso giusto per produrre la stasi, il nulla. E quando anche questo volo dovesse diventare dinamico, acrobatico, vertiginoso è perchè si impara a distillare quel faticoso nulla, ad allontanarsene e riconquistarlo senza mai perderlo di vista. Non per niente il movimento più veloce, più guizzante dell’aquilone è quello che prelude la catastrofe, quello che lo porta, dopo rapidissime capriole e avvitamenti, ad impattare il suolo e ad aspettare senz’anima che qualcuno si avvicini e lo raccolga come un corpo ingombrante e senza grazia. Aquiloni: un filo lungo tremila anni, info su http://www.culturaroma.it/12?evento=1233[Continua]
Musei Capitolini. La favola della spina
Ancora fino al 25 maggio 2014 ai Musei Capitolini: Spinario, Storia e fortuna. Lo Spinario bronzeo del Palazzo dei Conservatori è un format scultoreo, probabile assemblaggio del primo secolo a.C. tra una testa di stile severo ed il resto del corpo in posa naturalista alla maniera ellenistica, modello per le altre sculture in esposizione e per i quadri e disegni ad esso ispirati, provenienti da tutto il mondo e prodotti in un ampio arco temporale che va dall’antichità classica al Rinascimento e oltre. L’estate secca il cardo e spingo avanti due armenti, insieme al pensiero per Amandio, per suoi glutei possenti. Stamane mi ha sussurrato parole gonfie come il buio del mattino e mi ha promesso il giorno e la notte. Ma il giorno e la notte non possiede; appartengono al sentiero di pietra, al bosco, alla stalla, e all’armento, e al capoccia che la sua verga serve come gli piace. Desideroso di fuggire dal bosco e condursi a me ha stremato le vacche per il sentiero ripido e faticoso. Una tra le più giovani alla fine della corsa si è piegata sui garetti ed è rovinata in terra, ardente di febbre. Esperto dalla paura ha preso l’olio e il vino dalla provvista, ha acceso il fuoco e, dopo averli scaldati, ha spalmato di essi il corpo esausto e immenso della giovenca. Le ha dato poi un po’ d’acqua e l’ha nascosta sotto una coltre di paglia per darle sollievo. Poco dopo il tramonto, così Pale la dea ha deciso, il respiro umido e rapido della bestia si è estinto e le sue membra, fetide di morte, si sono indurite. Ho visto Amandio l’ultima volta mentre offriva la pelle e la carne profonda al flagello, guardando il capoccia esigere il debito proprio da lui che nelle notti montane molte volte dolcemente l’aveva flagellato. Spingo gli armenti, calpesto il cardo seccato e nessuno più può cavarmi la spina dal piede. http://www.museicapitolini.org/mostre_ed_eventi/mostre/spinario[Continua]
