Il Consiglio di Stato tramite la sentenza n. 9101/2025, Sezione III, depositata il 21 novembre 2025, ribadisce l’obbligo di identificazione de visu degli ospiti e la conseguente irregolarità del check-in a distanza tramite l’invio di documento e l’uso di codici, da tempo consuetudine nelle strutture extra-alberghiere. Questo è l’ultimo aggiornamento nel gioco delle parti tra istituzioni dello Stato riguardo le procedure di riconoscimento degli ospiti. In successione temporale:
Tramite la Circolare prot. n. 38138 del 18 novembre 2024, il Capo della Polizia conferma che i gestori di strutture ricettive sono tenuti a verificare l’identità degli ospiti de visu, escludendo che il check-in da remoto rispetti l’art. 109 T.U.L.P.S. e ribadendo l’obbligo di comunicazione alle Questure in ottemperanza del D.M. 7 gennaio 2013, modificato dal D.M. 16 settembre 2021.
La Federazione Associazioni Ricettività Extralberghiera (F.A.R.E.) impugna la circolare davanti al TAR Lazio. Con sentenza n. 10210/2025, il TAR accoglie il ricorso, annullando la circolare per violazione dell’art. 109 T.U.L.P.S., carenza di proporzionalità, carenza di istruttoria. Il Ministero dell’Interno chiede appello contro l’annullamento al Consiglio di Stato.
Il Consiglio di Stato il 21 novembre respinge il ricorso del Tar del Lazio, confermando il riconoscimento de visu come l’unico ammesso, pur aprendo alla possibilità dell’identificazione a distanza con mezzi tecnologici adeguati.

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